MUSEO DEL SALAME – Felino


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Il Museo del Salame di Felino è ospitato nelle suggestive cantine del locale Castello. Costruito nell’890, il maniero venne ampliato e fortificato raggiungendo il massimo splendore con Pier Maria dei Rossi. Appartenuto in successione ai Pallavicino, agli Sforza e poi ai Farnese, l’antico edificio domina la vallata fra i torrenti Parma e Baganza e oggi ospita anche un ristorante di charme.
Organizzato in cinque sezioni, il percorso di visita al Museo inizia con le testimonianze storiche del rapporto tra Felino ed il suo prodotto-simbolo, senza tralasciare la storia del maiale nero parmigiano, famoso per la sapidità delle sue carni, ideali per la preparazione dei salumi. La seconda sezione, dedicata alla gastronomia e collocata negli affascinanti ambienti delle cucine, presenta l’impiego gastronomico del salame a Parma, anche attraverso un’accurata selezione di nature morte del XVI-XVII secolo, e racconta un singolare esempio di integrazione tra produzione e consumo in un’azienda agricola del XVII secolo.
Nella sala grande si trova la sezione relativa a norcineria e produzione casalinga dell’insaccato, con un’ampia rassegna di oggetti appartenuti ai norcini e alle famiglie contadine e la presentazione video di sequenze fotografiche che raccontano tutte le fasi di preparazione del salame.
Qui si possono osservare il “mantello del norcino”, il tradizionale tabarro emiliano usato per difendersi dai freddi e nebbiosi inverni padani, e la “sporta del norcino” in grado di contenere tutti gli attrezzi necessari all’esperto artigiano ambulante per svolgere, di fattoria in fattoria, la propria arte.
La sala successiva, dominata da una monumentale macchina insaccatrice da salami di colore rosso fiammante, racconta la tecnologia di produzione, rappresentandone le caratteristiche salienti dalle origini fino alla tecnologia attuale con la “carta d’identità” del prodotto odierno.
Nella stessa sala sono presentate informazioni sulla vendita del salame di Felino con documenti a partire dal Settecento. L’ultima sala, ricavata all’interno del torrione principale del castello, è dedicata al video del Museo, che presenta momenti rievocativi dell’antica tecnica di produzione seguiti da una sequenza sulla produzione odierna. Una piccola sezione raccoglie infine alcune curiosità, tra le quali la storia di Guglielmo Du Tillot, primo ministro del duca di Parma e marchese di Felino a partire dal 1700.
Il Museo rappresenta un’occasione per far conoscere e apprezzare non solamente l’essenza del principe dei salami, ma il territorio e la comunità di cui è espressione, a partire dalla qualità delle materie prime, fino alla sapienza delle mani che continuano ancor oggi a lavorarlo.
Il Museo ha ricevuto dalla Regione Emilia-Romagna il riconoscimento di Museo di Qualità.

Per Felino, l’assoluta simbiosi con il maiale e la sua storia risalgono all’età del Bronzo, come documentano i frammenti ossei rinvenuti tra i reperti del villaggio terramaricolo di Monte Leoni, situato sulle colline che sovrastano il paese. Nel Medioevo a Felino si registra un forte sviluppo dell’antica Arte dei Lardaroli e il paese diviene la patria gastronomica riconosciuta del salame. In un registro della corrispondenza del Comune di Parma del 1436, scritto in un latino ormai contaminato da parole italiane, appare il termine “sallamine”, che non può che riferirsi al nostro insaccato. In particolare, il primo documento relativo al salame rintracciato a Parma risale al 1436, quando Niccolò Piccinino, al soldo del Duca di Milano, ordinò che gli si procurassero “porchos viginti a carnibus pro sallamine”, ovvero venti maiali per far salami. Viene prodotto storicamente nella cittadina di Felino (da cui il nome) e in alcuni comuni limitrofi, come Sala Baganza e Langhirano, tutti in provincia di Parma. L’impasto è costituito da carne di maiale chiamata “trito di banco” (sottospalla dell’animale). La macinazione avviene con trafile medie, ottenendo un impasto a grana medio-grossa. Dopo la macinazione, vengono aggiunti anche aglio e pepe pestati e sciolti in vino bianco secco, quindi l’impasto viene insaccato in budello naturale suino di origine danese: si tratta di un budello d’aspetto liscio e dal grosso spessore, che consente di mantenere morbido l’impasto che contiene anche dopo stagionature lunghe. La stagionatura ideale per il salame di Felino è di almeno 60 giorni, propiziata dal particolare microclima della località parmense. Si presenta con una fetta di colore rosso intenso, con il bianco del grasso macinato. La compattezza della carne è strettamente legata alla stagionatura ed alla qualità della carne utilizzata per produrre il salame. Il profumo è intenso, molto caratteristico, mentre il sapore è delicato.

INFORMAZIONI
Museo del Salame
c/o Castello di Felino, strada al Castello, 1
43035 Felino (PR)
tel. 0521 821139 cell. 333 2362839
prenotazioni.salame@museidelcibo.it
www.museidelcibo.it

Orari:
1° marzo-8 dicembre: sabato, domenica e festivi 10-13 / 15-18
(venerdì su prenotazione per gruppi)
lunedì-giovedì: chiuso

per gruppi e scuole, prenotazione obbligatoria
(su prenotazione e a pagamento, possibilità visite guidate per gruppi max. 25 persone)

Ingresso:
a pagamento, con visita libera
audioguide in italiano e inglese
(possibilità visita con degustazione)

 

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