MUSEO DEL PARCO DEL TARO - Collecchio


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Il Museo “Sotto il segno dell’Acqua” è allestito in una vecchia stalla, nell’ala est della Corte di Giarola, sede del Parco del Taro. Il percorso tocca tutti gli aspetti della vita nel fiume, partendo dalla geologia per arrivare agli habitat e alle specie che lo popolano. Le vetrine sono intervallate dal susseguirsi delle colonne in marmo rosa della stalla, che testimoniano l’antica appartenenza all’edificio monastico e sollecitano il visitatore ad interpretare emotivamente e a riflettere sul fiume e sulla storia che da secoli lega l’uomo al fiume.
“Sotto il segno dell’Acqua” non è solo un titolo, ma esprime il concetto principale della mostra: il fiume è molto di più di un corso d’acqua e nel territorio che lo circonda vi sono le testimonianze di come l’uomo abbia tentato di “dominare” il fiume. La sollecitazione del percorso è di avvicinarsi a questo luogo che accoglie sia angoli di natura di grande valore, sia testimonianze di grande impatto visivo di un uso poco razionale delle sue risorse. La prima vetrina mostra una colonna di ciottoli, ognuno attribuito alle rocce presenti nel bacino. La percezione del valore della naturalità viene suggerita attraverso il ricorso ad esperienze sensoriali, come l’invito ad odorare la ghiaia bagnata. L’esperienza olfattiva è dovuta a particolari dispositivi che possono rilasciare effluvi balsamici, che vogliono rappresentare “racconti di natura”. Nella seconda vetrina un modello virtuale di conoide (accumulo di sedimenti) richiama l’attenzione del visitatore all’importanza di osservare i fenomeni con maggiore attenzione. Sotto la ghiaia si trova un’importante riserva d’acqua molto vulnerabile. Su questa si giocano le nostre capacità di trovare soluzioni e rimedi per non deteriorarne la qualità e la quantità oltre i livelli di guardia. La terza vetrina mette in evidenza i segnali della cura naturale del fiume, operata dal lavoro di diversi organismi viventi. Le diverse specie sono rappresentate attraverso modelli e riproduzioni tridimensionali, inserite in scenografici diorami.
Il tema centrale della preservazione del patrimonio naturale è affidato alla grande vetrina dedicata alla colonia di aironi. Un bosco dove da tempo immemore nidificano questi uccelli è stato acquistato anni orsono dal Parco grazie al sostegno economico dell’Unione Europea. Da quel lontano progetto di oasi per tutelare il bosco degli aironi, scaturito dall’insistenza degli ambientalisti alla fine degli anni Settanta, è partita la prima idea di parco. Anche la vetrina sulla sterna, specie simbolo del Parco, ricorda il valore di questa valle per l’avifauna. Qui viene segnalato lo sforzo che l’Ente compie per sostenere la conservazione con progetti concreti. Otto microambienti custodiscono gli insetti più importanti del Parco e infine ricchi campioni di erbario tracciano un racconto delicato della varietà della flora presente. Una documentazione video completa l’esposizione presentando la Corte e la sua storia.
Per il Museo è in corso il riconoscimento di Museo di Qualità.

Sulla Corte di Giarola vi sono notizie già nell’alto medioevo (VIII-IX secolo d.C.). L’edificio era considerato un punto di controllo del territorio, per volere della famiglia franca del nobile Ingo, che controllava la zona tra i fiumi Taro e Baganza. Alla metà dell’XI secolo d.C., la famiglia di Ingo effettuò una donazione di terre al monastero femminile di San Paolo: iniziò così il periodo più importante della vita di Giarola come “curtis agricola”. La struttura fu punto di riferimento per i pellegrini della Via Francigena e luogo della gestione del territorio agricolo circostante. Le monache di San Paolo continuarono ad amministrare Giarola fino al periodo napoleonico, quando, nel 1811, con la soppressione degli ordini religiosi, strutture e campi della “curtis” vennero confiscati, lottizzati e affittati a imprenditori privati. Nelle successive fasi di utilizzo, la Corte mantenne esclusivamente un uso produttivo e civile: scompare l’aspetto religioso, pur conservandosi la cappella romanica intitolata a San Nicomede (oggi ricostruita dopo essere stata bombardata durante la seconda guerra mondiale), e vengono aggiunti nuovi edifici quali il caseificio e la fabbrica di conserva del pomodoro.

INFORMAZIONI
Museo del Parco del Taro
c/o Centro Visite, Corte di Giarola –
Parco del Taro, strada Giarola, 11
43044 Collecchio (PR)
tel. 0521 802688
info.taro@parchiemiliaoccidentale.it
www.parks.it/parco.taro

Orari:
sabato, domenica e festivi 14-18
(o su prenotazione)
(possibilità visite guidate per gruppi e scuole)

Ingresso:
gratuito, con visita libera