MUSEO DEL PARMIGIANO REGGIANO – Soragna


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Il Museo del Parmigiano Reggiano ha sede nello storico Casello ottocentesco che sorge all’ombra della Rocca Meli-Lupi a Soragna, a pochi passi dalla piazza del paese, in un’area ricca di castelli e di ricordi verdiani, oasi naturali e parchi storici di rara bellezza e suggestione, sapori densi e inimitabili, lungo la “Strada del Culatello”. Il Parmigiano Reggiano classico è il prestigioso formaggio italiano, noto e apprezzato in tutto il mondo, che vanta origini antiche.
Antica tenuta agricola di origine settecentesca, da secoli proprietà della nobile e antica famiglia dei principi Meli-Lupi, feudatari del luogo fino al 1805 e, ancora oggi, signori dell’imponente Rocca che sorge al centro dell’abitato, la Corte Castellazzi, sede del Museo, è composta dalla casa colonica con stalla e fienile e dal prezioso caseificio di forma circolare con colonnato (fatto erigere intorno al 1848 dal principe Casimiro Meli-Lupi e attivo fino al 1977), adibito per secoli alla produzione del formaggio, dove si trovano esposti gli strumenti e gli attrezzi impiegati nella lavorazione del Re dei Formaggi: un’esposizione museale di oltre 120 oggetti, databili tra il 1800 e la prima metà del Novecento, e di un centinaio di immagini, disegni e foto d’epoca, che illustra l’evoluzione delle tecniche di trasformazione del latte, le fasi della stagionatura e della commercializzazione e il ruolo fondamentale del Consorzio del Parmigiano Reggiano a tutela della qualità.
Nel locale sotterrano, adibito un tempo alla salamoia, è allestita un’esposizione dedicata alle innumerevoli imitazioni del Parmigiano Reggiano esistenti all’estero, mentre negli ambienti rustici annessi al corpo principale del Museo è esposta, inoltre, una rassegna di attrezzi e oggetti quotidiani della civiltà contadina legati ai temi dell’alimentazione. Infine, nel Museum Shop è possibile degustare l’insuperabile prodotto. Per i gourmet e i cultori della buona tavola, infatti, il Parmigiano si presta ad essere assaporato in ogni occasione, con ogni pietanza e in abbinamento ai piatti più raffinati offerti dai ristoranti del luogo.
Il Museo del Parmigiano Reggiano si inserisce nel circuito dei Musei del Cibo della provincia di Parma, dedicati ai prodotti tipici del territorio parmense, e ha ricevuto dalla Regione Emilia-Romagna il riconoscimento di Museo di Qualità.

“Nel paese di Bengodi, dove chi più dorme più guadagna, si trova una montagna enorme di formaggio grattugiato dal quale ruzzolano grossi ravioli e maccheroni d’ogni forma cotti in brodo di cappone”. È con queste parole che a metà del Trecento Giovanni Boccaccio, nel suo Decamerone, cita il Parmigiano per condire i maccheroni e i ravioli. Il Parmigiano Reggiano racchiude in sé un viaggio unico e straordinario lungo nove secoli, che si compie ancora oggi negli stessi luoghi con la stessa tecnica. Le origini del Parmigiano Reggiano risalgono al Medioevo e vengono generalmente collocate attorno al XII secolo. I monaci Benedettini e Cistercensi di Parma misero a punto, nelle tenute agricole poste in territorio reggiano, la tecnica di produzione del formaggio: grazie all’abbondanza di corsi d’acqua e di ampi pascoli, ben presto in questa zona circoscritta dell’Emilia si diffuse la produzione di un formaggio a pasta dura, ottenuto attraverso la lavorazione del latte in ampie caldaie. Testimonianze storiche dimostrano come già nel 1200 il Parmigiano Reggiano avesse raggiunto quella tipizzazione perfetta che si è conservata immutata fino ai nostri giorni. Il Parmigiano Reggiano si fa oggi esattamente come nove secoli fa, con la stessa tecnica, negli stessi luoghi, con i medesimi e sapienti gesti rituali. I maestri casari, oggi come una volta, continuano a produrre questo formaggio con il latte pregiato della zona d’origine, caglio naturale e nessun additivo, in modo artigianale e con la stessa passione e lealtà. È prodotto esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e parte delle province di Mantova e Bologna, tra pianure, colline e montagne racchiuse tra il Po e il Reno, in oltre 400 piccoli caseifici artigianali della zona tipica, rappresentanti di circa 4.000 agricoltori-produttori di latte che hanno ottenuto dalla legge il riconoscimento della loro determinazione a conservare inalterato il metodo di lavorazione e l’altissimo livello qualitativo del formaggio in forza di norme precise, applicate con rigida autodisciplina di conformità e con rigoroso controllo. Nel silenzio dei magazzini le forme vengono messe a stagionare. Per ognuna di esse sono stati necessari circa 600 litri di latte. La stagionatura minima è di dodici mesi e solo a quel punto si deciderà se ogni singola forma potrà conservare il nome che le è stato impresso all’origine. Un bollino color aragosta caratterizza il Parmigiano Reggiano con oltre 18 mesi di stagionatura, ideale per spuntini e aperitivi. Un bollino argento individua il formaggio con una stagionatura di oltre 22 mesi, con aromi che si vanno decisamente accentuando. Un bollino oro, infine, rende riconoscibile il prodotto con oltre 30 mesi di stagionatura, il più deciso nel sapore e complesso negli aromi, con elementi nutritivi che sono andati concentrandosi proprio nella lunga maturazione.

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* alcuni scalini all’interno, contattare Museo

INFORMAZIONI
Museo del Parmigiano Reggiano
c/o Corte Castellazzi, via Volta, 5
(ingresso via pedonale di viale dei Mille)
43019 Soragna (PR)
tel. 0521 821139 cell. 333 2362839
prenotazioni.parmigiano@museidelcibo.it
www.museidelcibo.it

Orari:
1° marzo-8 dicembre: sabato, domenica e festivi 10-13 / 15-18
(lunedì-venerdì su prenotazione per gruppi)
dicembre-febbraio: aperto solo su prenotazione per gruppi
per gruppi e scuole, prenotazione obbligatoria
(su prenotazione e a pagamento, possibilità visite guidate per gruppi max. 25 persone)

Ingresso:
a pagamento, con visita libera
audioguide in italiano e inglese
(possibilità visita con degustazione)