MUSEOAGORÀ ORSI COPPINI – San Secondo Parmense


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Conoscere per amare”, così nasce l’idea della famiglia Coppini che associa il coltivare al conoscere, l’amore per la natura all’amore per il sapere e per l’uomo. Ecco perché è nato il MuseoAgorà Orsi Coppini, Arca della Cultura: per diffondere la conoscenza di un prodotto e di un mondo che è arte, Arte Olearia appunto, la cui aura illumina la storia dell’uomo, dalla mitologia più antica fino ai giorni nostri.
Il centro culturale dell’olio e dell’olivo, che comprende il Museo d’Arte Olearia e l’Agorà tra gli ulivi, è stato voluto e creato per: illuminare la cultura dell’Olivo (i popoli del Mediterraneo hanno acquisito la civiltà anche grazie all’olio, l’Italia è un paese fondato sull’olio, il simbolo stesso della Repubblica Italiana è un ramo d’ulivo e diverse religioni hanno basato su questo la loro forza espressiva); rappresentare un percorso emozionale in cui l’Extravergine diventa logos, immagine, artigianato, cultura che si può assaporare, che traduce in esperienza diretta un sapere di generazioni; un laboratorio di incontri intriso di Natura e di Vita; riportare l’olivo nel parmense; accorciare la distanza tra produttore e consumatore, tra il frantoio e la tavola accompagnando i visitatori del Museo in quel percorso magico che permette di imprigionare in una verde bottiglia l’essenza, estratta rigorosamente a freddo, dell’olivo.
Un luogo di condivisione, quindi, ma anche una fucina di idee per la lotta alla mediocrità e alla sofisticazione alimentare, un palcoscenico da cui lanciare proposte nuove che possano nutrire la mente e lo spirito.
Pertanto, il podere Fieniletto, un antico caseificio per il Parmigiano Reggiano, e la Food Valley diventano scenografie per una nuova arte, che fa ritorno qui dal lontano XII secolo. All’interno del Museo si articolano tre spazi. Spazio Anita: dedicato alla storia dell’olio e ai sistemi di produzione più antichi di tipo meccanico.
Al suo interno è possibile ammirare due torchi o “strettojo” a una vite del tipo “alla genovese” e una pressa a leva e a vite in legno, uno tra i più antichi sistemi di spremitura risalente addirittura al periodo minoico (Creta 1500 a.C. circa). Spazio Americo: dedicato agli strumenti di produzione idraulici, quest’ala del Museo ospita un frantoio a due macelli (pietre molari) con gramola-dosatore risalente agli anni ‘50, un torchio o pressa idraulica, un torchio in ferro, un torchio o pressa idraulica a quattro colonne, una pompa idraulica e due separatori meccanici. Angolo di lettura: uno spazio nel verde nel quale è possibile soffermarsi ad ammirare un frantoio in pietra a due macelli (pietre molari).
Inoltre, è presente un maestoso anfiteatro all’aperto letteralmente immerso in un uliveto, unico nel suo genere, attrezzato con le più nuove tecnologie e servizi, per concerti, spettacoli ed eventi anche di altissimo livello, che può ospitare fino a 500 persone a sedere su tre livelli di gradoni.

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Parlare di olivo e di olivicoltura nella provincia di Parma può sembrare, se non fantasioso, certamente curioso ed inusuale. Se ciò era ritenuto vero fino a cinque-sei anni fa, non lo è stato invece in un lontano passato e non lo è neppure adesso. Le prime testimonianze storiche della coltivazione dell’olivo nella collina parmense, infatti, risalgono al lontano 1258, quando una legge promulgata dal governatore Giberto da Correggio obbligava gli agricoltori ad impiantare e coltivare alberi di questa specie nei territori della provincia ducale. A seguito dell’editto, quindi, nel Medioevo l’Appennino Emiliano doveva avere la parvenza di una piccola Toscana. Nel 1946, Americo Coppini con la moglie Anita, figli della food valley e formati con la creatività e l’intraprendenza di chi deve inventarsi come guadagnare il pane con la terra e il lavoro delle proprie mani, da mastro Casaro si misura con una nuova sfida: riportare l’olio d’oliva nella provincia di Parma. Quella dell’Oliandolo è stata per Americo una vocazione. Lo chiamavano “il missionario dell’Olio” quando viaggiava con la sua bicicletta e con gli assaggi di olio, antesignano del far gustare per conoscere, insegnando la degustazione. Americo e Anita avevano già capito, in netto anticipo sui tempi, l’importanza della cultura nell’enogastronomia; “la conoscenza prima di tutto” per poter apprezzare le caratteristiche di un prodotto. Da questo amore e da questi insegnamenti la famiglia Coppini ha deciso di creare il MuseoAgorà dedicandolo proprio ad Americo e Anita, oliandoli fondatori.

INFORMAZIONI
MuseoAgorà Orsi Coppini
podere Fieniletto, via Bruno Ferrari
43017 San Secondo Parmense (PR)
tel. 0521 877617 / 633
fieniletto@museorsicoppini.it
www.museorsicoppini.it

Orari:
solo su prenotazione
(tel. dal lunedì al venerdì 10-18)

per le scuole possibilità degustazioni, percorsi tematici e di educazione alimentare

Ingresso:
gratuito, con visita guidata