MUSEO D’ARTE CINESE ED ETNOGRAFICO – Parma


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Il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma ha origine nel 1901. A conclusione della grandiosa Esposizione Universale di Torino, organizzata dall’Italia nel 1898, il senatore Fedele Lampertico di Vicenza fece dono di alcuni pregevoli pezzi a mons. Guido M. Conforti, vescovo di Parma e fondatore dei Saveriani. Da questa mostra e da quella donazione, nell’intento di far conoscere la Cina, nacque anche il Museo di Parma. Esso si propone di dare una panoramica essenziale del mondo artistico cinese. In seguito, a questa prima raccolta di oggetti d’arte ed etnografia cinesi si aggiunsero oggetti, a carattere prevalentemente etnografico, provenienti anche da altre aree geografiche: Giappone, Indonesia, Brasile, Messico ed Africa. Con l’inaugurazione del 1° dicembre 2012, il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico porta una radicale e ambiziosa ristrutturazione. La struttura architettonica è disposta su tre livelli: al terzo livello ci sono la sala didattica, l’ufficio, la saletta archivio; al livello intermedio, la reception, lo spazio per le mostre temporanee e lo spazio kayapò; al livello seminterrato, lo spazio Cina.
Il Museo, come appare chiaro, non è monotematico e non vive per dare asettica testimonianza di reliquie del passato. Piuttosto vuole sottolineare la vitalità, anche contemporanea, delle culture che vi sono rappresentate: i saveriani sono vivi e più universali che in passato, la Cina è vigorosa e gentile, i kayapò sono ancora “forti e belli” e l’Africa è ancora lussureggiante e fascinosa.
L’ingresso è costituito da un lungo tazebao, che è il biglietto da visita dell’intero Museo. Diviso in tre aree, presenta, nella prima, un breve filmato di introduzione all’audace progetto: il fondatore, la nascita dell’istituto e del Museo e l’impegno a tutto campo dei saveriani. Nella seconda viene evidenziata la missione dell’istituto nel suo impegno culturale. Il Museo vuol essere un luogo della mondialità. La terza area riprende il tema dell’armonia. Si possono vedere grandi foto di oggetti appartenenti a tutte le culture rappresentate in Museo e riunite sotto la “forma” del cerchio. Vogliono sottolineare l’armonia e l’universalità che, nel segno dell’arte, regnano tra tutte le culture del mondo.
Nel livello intermedio, sono ospitati invece l’allestimento temporaneo, che colloca una serie di sagome a grandezza naturale di alcuni saveriani (il fondatore e quelli più meritevoli delle fortune del Museo), simbolo di tutti i missionari passati e presenti, vecchi e giovani, italiani e stranieri (al visitatore sembrerà di muoversi tra una piccola folla e di avanzare nelle vicende di un organismo vivo e pittoresco), la più completa collezione in Italia di oggetti dei kayapò (piccolo gruppo indio dell’Amazzonia), che ha come intento quello di veicolare i valori del loro universo concettuale, trasmessi dai simboli con cui affermano la propria identità (la pittura corporale, i miti delle origini, la coscienza di possedere una dignità originale, ecc.), e, per mancanza di spazi, un piccolo assaggio dei materiali africani presenti in Museo, provenienti tutti da aree (Congo, Sierra Leone, Camerun) in cui i saveriani lavorano da decenni.
L’ampia rampa che gradualmente porta dal livello più basso del Museo (la discesa è accompagnata da una spettacolare proiezione che propone immagini della Cina antica e di quella nuova, le arti, i paesaggi e la gente) consente di aver un colpo d’occhio completo sulla sottostante area Cina: lo spazio più vasto che ospita il materiale “primogenito” del Museo. Vi spiccano l’ampio anfiteatro delle vetrine sulla collezione di terrecotte e porcellane cinesi; l’enorme taiji circolare con i simboli dello yin e dello yang; lo spettacolare, grandioso paravento cinese a 12 ante; il tavolo dei calchi, lo studiolo del letterato; le vetrine dedicate alla statuaria; l’abito di corte; il grande Buddha in legno dorato; il cassettone dei dipinti. Una postazione multimediale è dedicata agli appassionati di numismatica, che avranno modo di navigare tra gli esemplari di una delle più ricche collezioni di monete cinesi che ci siano in Italia. Pannelli esplicativi e touch screen esaltano la funzione didattica e informativa tipica di ogni museo.
Per concludere, il Museo, esaltando e migliorando la fruibilità dei materiali di valore artistico, specie quelli cinesi, ha indossato un abito “non accademico”, che celebra l’incontro delle culture. La stessa architettura museale e tutto il percorso espositivo si presentano come un continuum, privo di interruzioni: un allestimento che scorre placido come un fiume.

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INFORMAZIONI
Museo d’Arte Cinese ed Etnografico
Un viaggio nell’Armonia
dell’Arte nelle Culture
c/o Missionari Saveriani,
viale San Martino, 8
43123 Parma
tel. 0521 257337
mail@museocineseparma.org
www.museocineseparma.org

Orario:
martedì-sabato 9-14
(solo su prenotazione, aperto fino alle 17)
domenica, lunedì e festivi: chiuso
(possibilità visite guidate per scuole
e gruppi)

Ingresso:
a offerta libera (visita libera)